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La cava abbandonata. A Cerreto, nel nostro Comune, c’è una cava abbandonata da un decennio o più, un taglio verticale di oltre 60 metri sull’affaccio della montagna verso il lago Trasimeno. Una ferita in un paesaggio eccezionale come quello che guarda il nostro lago e i nostri borghi.  Negli ultimi mesi la cava dismessa è stata acquistata all’asta da un privato, una ditta locale che gode, tra gli addetti ai lavori, di ottima reputazione. Si tratta di un caso di scuola nel quale interessi molto rilevanti confliggono tra di loro. Da una parte c'è l’iniziativa imprenditoriale di un privato, che ha acquistato una cava attiva in condizioni pesaggistiche disastrose, e che prospetta, tramite la coltivazione della cava, di soddisfare l’interesse pubblico al riambientamento della stessa e dall’altra la forte preoccupazione per la possibilità di riflessi negativi che il transito pesante dei camion in uscita dalla cava può creare dal punto di vista delle attività legate al turismo e alle zone di pregio ambientale vicine alle direttrici di transito.


La condivisione. La sensibilità su questi punti è altissima e, sicuramente, legittima. Vi sono infatti persone e famiglie che hanno costruito una loro attività economica e sociale in quella zona, magari con un piccolo agriturismo o ristrutturando una casa colonica che è elemento simbolico del nostro paesaggio agricolo, elementi di un tessuto socio-economico locale che non possiamo non prendere in considerazione dal punto di vista olistico del nostro territorio, aldilà del valore veniale di ogni singolo bene. Non esiste in questi frangenti una formula che salvaguardi per intero ogni interesse ed il lavoro migliore che si può fare è quello di contemperare gli interessi in gioco nella maniera più equilibrata possibile. 

La parete della cava
foto presa dal profilo Facebook della cava (!)
Cittadini adulti o bambini. Quello che vorrei fosse chiaro però è che su questo punto, come su tutte le altre questioni decennali che ci siamo trovati ad affrontare in questi tre anni, la partita si giocherà sempre trattando i nostri concittadini come adulti e non come bambini, mettendo sul tavolo tutti i dati che abbiamo, anche quando questi fossero spiacevoli. Non ci è mai piaciuto infatti chi dice alle persone solo quello che vogliono sentirsi dire, cambiando accenti e posizioni a seconda dell’interlocutore con il quale ci si trova a discutere. E’ una mancanza di rispetto ed un trattamento che credo nessuno si meriti di ricevere. Molti mi dicono che dal punto di vista politico questo atteggiamento non paghi, ma tanto non c’è problema, nessuno ha ambizioni carrieristiche e tutti guardiamo esclusivamente a completare in maniera dignitosa il mandato quinquennale che ci è stato assegnato e che attraversa un periodo costellato di difficoltà vecchie e nuove. 

Unire, non dividere. Indubitabilmente la vicenda della cava di Cerreto è uno snodo delicato e altri avrebbero preferito la soluzione più praticata in Italia quando si prospetta un problema: “non facciamo niente, ci penserà qualcuno dopo di noi”. Posso dire con sicurezza che a questa amministrazione il girarsi dall’altra parte è un esercizio che non è mai piaciuto. Potremo sbagliare, e sicuramente qualche sbaglio lo abbiamo fatto o lo faremo, del resto siamo umani. Ma su tutte le vicende che toccano in maniera così forte gli interessi e la vita dei nostri concittadini ogni decisione sarà presa sentendo tutte le persone interessate, tutte le sensibilità e cercando di tenere la nostra comunità più unita possibile, senza cavalcare, creare o addirittura spronare divisioni perché, per quanto potremo avere idee diverse siamo tutti abitanti dello stesso territorio che condivideranno la stessa sorte. Non saranno i cento metri di dislivello tra le case degli uni o degli altri a fare la differenza. E mettere gli uni contro gli altri, visto che adesso c’è anche chi vuole riesumare la favola di Panicale contro Tavernelle, non fa gli interessi di nessuno perché quando una comunità marcia separata come singoli non ci si salva e semplicemente si soccombe agli interessi di altri territori che hanno saputo restare uniti. Come si può chiaramente vedere in mille esempi quotidiani, una comunità divisa è votata al declino. 




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