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Piccoli borghi e grandi idee/1

Dopo l'approvazione della legge sui piccoli borghi da parte del Parlamento e con le locali vicissitudini che stanno interessando il nostro territorio, torna sotto la luce dei riflettori della politica locale il tema dello spopolamento dei piccoli borghi e della conservazione delle loro peculiarità culturali e sociali. Se qualcosa ha insegnato la teoria dell'evoluzionismo è che la diversità e la differenziazione all'interno di un sistema sono valori che lo aiutano a sopravvivere. 
Appare logico pensare che anche l'eccezionale caleidoscopio delle particolarità dei borghi italiani sia una miniera di potenzialità inespresse ma che possono in ogni momento diventare agenti efficaci nello sviluppo del territorio. D'altro canto proprio questa moltitudine di differenze rende impossibile per il regolatore statale creare una strategia unitaria, se non a maglie larghissime. Ciò che infatti può essere un motore di sviluppo per un territorio, può invece essere inutile, o dannos…
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La cava abbandonata. A Cerreto, nel nostro Comune, c’è una cava abbandonata da un decennio o più, un taglio verticale di oltre 60 metri sull’affaccio della montagna verso il lago Trasimeno. Una ferita in un paesaggio eccezionale come quello che guarda il nostro lago e i nostri borghi.  Negli ultimi mesi la cava dismessa è stata acquistata all’asta da un privato, una ditta locale che gode, tra gli addetti ai lavori, di ottima reputazione. Si tratta di un caso di scuola nel quale interessi molto rilevanti confliggono tra di loro. Da una parte c'è l’iniziativa imprenditoriale di un privato, che ha acquistato una cava attiva in condizioni pesaggistiche disastrose, e che prospetta, tramite la coltivazione della cava, di soddisfare l’interesse pubblico al riambientamento della stessa e dall’altra la forte preoccupazione per la possibilità di riflessi negativi che il transito pesante dei camion in uscita dalla cava può creare dal punto di vista delle attività legate al turismo e alle zon…

Basta chiedere

Il referendum sta giocando un ruolo sempre più pesante negli avvenimenti di politica interna e internazionale dei paesi europei. Si è cominciato con il sottoporre a referendum l’ingresso in Europa e siamo arrivati al sottoporre l’uscita dall’Unione. Ogni volta che la politica si rivolge allo strumento del referendum rimette agli elettori la delega che gli è stata data con le elezioni e si sottrae alla responsabilità di decidere.  Anche decidere di non decidere è una grande responsabilità.
Prima infatti di dare la parola agli elettori occorre che vi sia quello che in medicina si chiama “consenso informato”. Quando è stato indetto il referendum sull’acqua pubblica c’è stato tempo e modo di informare i cittadini sui pro e i contro di una simile decisione. Già il referendum sul nucleare sull’onda del disastro di Chernobyl può essere indicato come una prova non perfettamente riuscita, per quanto era grande la componente emotiva che pesava sulla decisione. Il referendum sull’accettazione del…

Una nuova speranza

Quando qualche anno fa mi sono avvicinato alla politica e in particolare al Partito Democratico, si viveva nella situazione, peraltro ancora molto diffusa, di un partito con i circoli vuoti e, tranne qualche raro caso, una partecipazione assolutamente minoritaria a quella che, nel bene e nel male, è la vita politica del partito principale che decide le sorti del nostro paese.
Due eventi, che hanno confermato e stanno dando corpo e gambe a quella che è la politica del nuovo PD umbro guidato dal segretario Leonelli, hanno cambiato questa percezione. L’evento tenuto al teatro Lirick di Assisi e quello tenuto alla Rocca Paolina di Perugia hanno segnato la volontà della nuova classe politica di aprirsi all’esterno, di accogliere idee e programmi, di portare quelle che sono le soluzioni che ogni cittadino con la sua intelligenza può concepire ad essere prese in considerazione, discusse, valutate e, se meritevoli, proposte per la loro messa in atto. Ognuno può in questa maniera contribuire …

Oltre Panicale, oltre il Trasimeno. Umbria.

Dopo gli ultimi mesi nei quali mi sono occupato della pagina facebook dell'amministrazione comunale di Panicale, torno a scrivere qui per affrontare l'argomento delle elezioni regionali. 
Anche se a volte la sentiamo lontana l’Amministrazione regionale entra in tutti gli ambiti della nostra vita quotidiana. Dalla sanità, alle strade, al turismo, allo sviluppo economico. Come territorio abbiamo tutta una serie di problemi che i Comuni da soli semplicemente non possono risolvere, a volte neppure affrontare. 
Ma fermarsi alle lamentele sulla difficoltà di risolvere i problemi non è il nostro compito. 
Il compito che ci è stato affidato è quello di risolverli. O almeno di provarci fino in fondo, fino all’ultima possibilità. Crediamo che i nostri problemi, quelli della Valnestore e quelli del Trasimeno in generale, e le soluzioni che gli amministratori ed i cittadini propongono debbano poter arrivare in Regione, per poi essere valutati, con una voce del territorio. Il Circolo PD d…

L'antenato di ogni azione è un pensiero.

Correva l'anno 2011 quando ho pensato per la prima volta di assumere un ruolo attivo nella vita politica. Lunedì sono stato eletto come consigliere comunale a fianco del nuovo sindaco di Panicale, Giulio Cherubini. Nei prossimi giorni ci aspettano già decisioni importanti come Amministrazione perché il tempo non si ferma per nessuno, nemmeno per i sindaci appena eletti. Il Sindaco è già all'opera sui temi di ampio respiro mentre a livello territoriale abbiamo già in cantiere la fase di consultazione. Torneremo con i nostri consiglieri ognuno sul proprio territorio e organizzeremo il da farsi, insieme ai cittadini. Compileremo assieme la lista delle priorità e dei temi da affrontare a livello di frazione. E' quello che pensavamo di fare, è quello che faremo.

Una nuova speranza.

Un risultato storico quello delle elezioni europee. Anche da noi in Umbria. Una storica vittoria del Partito Democratico e dei suoi iscritti ed elettori. Una fiducia che non deve essere tradita. In molti hanno percepito che l'obiettivo di maggiore uguaglianza e considerazione per i cittadini è condiviso con coloro che hanno votato il M5S. Il PD non condivide il suo metodo che lo relega alla perenne opposizione, non condivide il suo verbo che richiama immagini di scherno, violenza o addirittura di quei processi sommari che abbiamo con tanta fatica e tanto sangue lasciato alle nostre spalle. Una spinta fortissima per il nuovo Partito Democratico. Gli elettori hanno scelto di rimanere in Europa, rimettendola in discussione nelle modalità di gestione della situazione economica ma non nel suo impianto generale. Aspettiamo fiduciosi lo spoglio delle elezioni amministrative di questo pomeriggio alle 14. Comunque vada abbiamo in programma un rinnovato impegno politico e nuove iniziative p…